Un fitto mistero, lungo la fascia costiera calabrese, si abbatte sul destino dei pini marittimi (Pinus pinaster Aiton) che costeggiavano la Strada Statale 106 Jonica. Quello che doveva essere un territorio protetto e vincolato è diventato teatro di un abbattimento di alberate stradali radicale, localizzato nel comune di Simeri Crichi Mare, in provincia di Catanzaro. La vicenda è esplosa a seguito di una durissima diffida ad adempiere e istanza di intervento urgente inviata dall’architetto Valentina Mattace , la quale ha notificato il caso a una sfilza di autorità: dalle Procure alla Prefettura, dai Carabinieri Forestali fino alle grandi sigle ambientaliste come WWF, Legambiente e Italia Nostra.
L’obiettivo dell’esposto è chiaro e pesante come un macigno: richiedere la recinzione e il sequestro preventivo d’urgenza dell’area per alterazione dello stato dei luoghi e illecito abbattimento.
Il “muro” di Anas sul Foia: “Nessun obbligo”
La risposta di Anas S.p.A. (Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane) non si è fatta attendere, ma assume i contorni di un vero e proprio arroccamento burocratico. Di fronte alla richiesta dei cittadini e dei tecnici di visionare i documenti amministrativi e di usufruire dell’Accesso Civico Generalizzato (FOIA) ai sensi del D.Lgs. 33/2013 , la società guidata dai responsabili della Struttura Territoriale Calabria ha chiuso i cancelli.








