Giovanelli: «Accogliere chi è fragile significa non lasciarlo solo»
L’INTERVISTA. Il direttore della Fondazione Angelo Custode racconta servizi, storie e nuove sfide: «Chi vive una fragilità ha bisogno di comunità».
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«Le persone hanno bisogno di essere accolte e di comprendere di non essere sole nell’affrontare una situazione difficile». È da questa consapevolezza che Giuseppe Giovanelli, direttore della Fondazione Angelo Custode, racconta il senso di un’opera cresciuta nel tempo, a partire dall’esperienza dell’Istituto Angelo Custode di Predore, dedicato ai minori, fino alla rete di servizi oggi presente sul territorio bergamasco.
Dai minori ai consultori: una rete per le fragilità Giovanelli ripercorre la storia e l’evoluzione della Fondazione: dai servizi per adulti con disabilità complessa, residenziali e diurni, ai consultori familiari, tra cui lo storico Scarpellini, fino alle sedi di Trescore, Villongo, Clusone e Calusco. Accanto a questi è nato anche un consultorio più specialistico dedicato agli adolescenti e alle loro famiglie.







