Una nuova scossa di terremoto ha colpito il Venezuela. Di magnitudo 5.1 con epicentro vicino a La Guaira, la zona più colpita dalla tragedia del 24 giugno scorso. Il bilancio dei morti accertati è arrivato a 1.719 mentre sono ancora decine di migliaia i dispersi. Sedici le vittime italiane, tra cui padre, madre e figlia 22enne di Laviano in provincia di Salerno, e cinque persone appartenenti alla stessa famiglia, originaria di Licusati, frazione di Camerota sempre nel Salernitano. Con il tempo che passa aumenta anche il rischio di epidemie.

Il doppio sisma che sfigura il Venezuela. Si teme l’apocalisse, Caracas in macerie

Secondo il programma dell’Onu per lo sviluppo, le scosse di terremoto in Venezuela avrebbero generato circa 1,2 milioni di tonnellate di macerie, solo nello Stato costiero di La Guaira. Secondo il rapporto tecnico elaborato, la gestione tempestiva e la rimozione di questi detriti rappresenterebbe il primo passo per riaprire le strade e riattivare l'economia locale. Per calcolare il volume dei detriti, l'organismo ha utilizzato uno strumento tecnologico avanzato che elabora i dati in modo automatizzato, combinando immagini satellitari e intelligenza artificiale: circa 915.000 tonnellate di macerie sarebbero resti degli edifici crollati o danneggiati dalle scosse di magnitudo 7,2 e 7,5. Mentre 332.000 tonnellate di detriti sono state generate dalla distruzione di oggetti domestici e arredo urbano nelle aree di Catia La Mar, Caraballeda e Urimare. «La riabilitazione delle infrastrutture è essenziale per migliorare le condizioni di vita, rafforzare la coesione sociale e riattivare le economie locali», ha detto Luis Francisco Thais rappresentante dell’Onu in Venezuela.