Oltre 900 morti confermati tra cui quattro italo-venezuelani, circa 3.400 feriti e più di 50mila persone ancora segnalate come disperse. Mentre in Venezuela continua la corsa contro il tempo per cercare sopravvissuti tra le macerie del devastante doppio terremoto di magnitudo 7,5 e 7,2 che ha colpito il centro-nord del Paese, la terra continua a tremare. Una nuova scossa di magnitudo 4,9 è stata registrata alle 18:16 locali di venerdì (le prime ore di sabato in Italia) nel centro del Paese, con epicentro a 44 chilometri a nord di Maracay, nello Stato di Aragua, a una profondità di 4,6 chilometri. Il sisma, rilevato dalla Fondazione venezuelana per le ricerche sismologiche (Funvisis) e confermato anche dallo U.S. Geological Survey (USGS), è stato avvertito in un’ampia area del Paese, dagli Stati di Carabobo, Aragua e Miranda fino a La Guaira e alla capitale Caracas. Nel corso della giornata Funvisis ha registrato almeno altri tredici eventi sismici di media o bassa intensità tra La Guaira, Naiguatá, Boca de Aroa, Maracay e San Felipe.

Nello Stato di La Guaira, il più colpito dal sisma, soccorritori e volontari continuano a scavare tra polvere e macerie nella speranza di trovare persone ancora in vita. Migliaia di famiglie attendono notizie dei propri cari: oltre 50mila persone risultano infatti ancora disperse secondo le segnalazioni raccolte attraverso la piattaforma online “Desaparecidos terremoto Venezuela“, mentre le autorità avvertono che il numero delle vittime è destinato ad aumentare con il proseguire delle operazioni di ricerca.