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Il Tempo coglie un primo parziale ma rilevante successo: Giuseppe Conte, come un pugile messo alle corde, è stato infine costretto ad annunciare un passo verso le sue dimissioni «tecniche» dalla Commissione Covid, per esserne audito. Le tappe sono facili da riassumere: Il Tempo la scorsa settimana si è rivolto ai Presidenti delle Camere; e questi ultimi, dopo che la nostra richiesta era stata fatta propria dai capigruppo di Fratelli d'Italia, hanno annunciato la ricerca di una soluzione per sbloccare l’impasse. Ieri Fratelli d’Italia ha messo in campo l’efficace mossa del cavallo che vi racconta il nostro Gaetano Mineo: ha convocato in Commissione il suo capogruppo Bignami, che è a sua volta membro dell’organismo (esattamente come Conte), e Bignami ha annunciato le proprie dimissioni. A quel punto, per salvare la faccia, pure Conte ha dovuto fare una scelta analoga, pur non rinunciando a un ultimo ostruzionismo procedurale.

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In ogni caso non entusiasmiamoci, amici lettori, perché la corsa è ancora lunga. Noi non molleremo di un solo millimetro. E infatti nei giorni scorsi, tranne Il Tempo (e, dopo di noi, altri tre giornali dell’area di centrodestra che si sono via via aggiunti), il resto della stampa ha continuato a non scrivere una sola riga. Tace anche la tv, con l’eccezione meritoria del programma di Nicola Porro: il quale, inspiegabilmente quanto spiacevolmente, continua imperterrito a escludere noi, ma noi non censuriamo lui, perché alla libertà qui crediamo per davvero. In tv peraltro sono qua e là ancora attribuite alla comunicazione grillina strane «blacklist», con messaggi agli autori di diversi programmi del tipo: «Se c’è quel tale, i nostri non vengono». Vero? Falso? Nessuno può dimostrarlo, ma le voci girano.