La maggioranza esce con le ossa rotte dalla prima seduta del consiglio comunale, quando di solito si nomina in breve tempo il presidente del consiglio comunale. E invece per quattro votazioni Francesco Luciani (I Maceratesi per Parcaroli) non ottiene i numeri necessari fino a quando la maggioranza esce dall’aula e si rimanda la votazione a giovedì, nella speranza che in questi giorni si riesca a trovare la soluzione a un problema nato dalla composizione della giunta che ha dato vita al partito degli scontenti. Ora deve fare i conti con la realtà chi pensava che fosse sufficiente l’asse Lega-Fratelli d’Italia-Forza Italia a confermare Luciani alla presidenza e a tenere le redini del Consiglio. Le varie votazioni hanno dimostrato che le crepe nelle forze di governo sono ben più profonde e che occorre porre rimedio per evitare altri guai. La maggioranza dispone di 21 voti, quelli dei 20 consiglieri e del sindaco, però sono mancati i consiglieri Silvano Iommi e Laura Laviano di Forza Italia con quest’ultima che ha inviato una lettera in cui diceva che la sua assenza era dettata dalla necessità di sottoporsi a delle cure. E in effetti anche senza i due di Forza Italia la maggioranza disponeva di 19 voti. Ma a conti fatti il partito degli scontenti vede anche altri consiglieri, all’inizio si pensava che potessero esserci Marco Caldarelli (Udc) e Deborah Pantana (Noi Moderati) che, pur avendo contribuito alla rielezione di Parcaroli, non hanno trovato posto in una giunta che ha prodotto altri mal di pancia, molto probabilmente pure per la massiccia presenza della Lega che può vantare tre assessori e il sindaco. Nelle prime due elezioni non si è nemmeno sfiorato il successo, perché Luciani ha toccato 16 e 15 preferenze quando ne servivano 22, in una è stato dato un voto al “camiciaio“ che fa pensare all’assessore al commercio Giuseppe Romano. Si è così passati alla terza votazione quando Luciani ha ottenuto 15 voti andando vicino al bersaglio richiesto (17). A quel punto è stata fatta una pausa tecnica necessaria per stampare altre schede ("pensavamo – ha detto Castiglioni – che sarebbero state sufficienti tre tornate"), la maggioranza ne ha approfittato per vedersi nella stanza del sindaco. La porta è rimasta chiusa a lungo, nel frattempo le schede erano state stampate, e dentro quelle quattro mura Castiglioni alzava di molto la voce verso l’assessore Romano.