Piatti e ingredienti hanno invaso ogni campo della comunicazione e della cultura. Anche la moda. Dall’aragosta di Salvador Dalì sul vestito di Schiaparelli alla gonna a forma di hamburger di Jeremy Scott, fino all’abito di carne bovina esibito da Lady Gaga. Cibo e moda non sono uguali, ma possono dialogare per affascinarciQuesto articolo è tratto dal nostro mensile Cibo, disponibile sulla app di Domani e in edicolaCibo è il nostro inserto mensile che racconta il mondo attraverso ciò che mangiamo. Esce l'ultimo sabato di ogni mese sulla app di Domani e in edicola. In ogni numero svisceriamo un tema diverso con articoli, approfondimenti e commenti: questo mese parliamo di come la lingua della moda si intreccia con quella del settore gastronomico, dalla foodification dei vestiti alle collaborazioni tra grandi chef e maison. Qui troverete man mano tutti gli altri articoli di questo numero. In questa pagina, iFrancesco BuscemiInsegna mass media all'Università Cattolica e la sua ricerca si focalizza sulla comunicazione del cibo dal '900 ai nostri giorni. Ha vinto il Santander Research Grant Fund per uno studio su come la propaganda nazista usò la carne per denigrare gli ebrei. Autore televisivo e sceneggiatore, ha scritto diversi libri e articoli sui media in generale e sulle interrelazioni tra media, cibo, politica e società.
La foodification della moda: il cibo si è preso la passerella
Piatti e ingredienti hanno invaso ogni campo della comunicazione e della cultura. Anche la moda. Dall’aragosta di Salvador Dalì sul vestito di Schiaparelli alla gonna a forma di hamburger di Jeremy Scott, fino all’abito di carne bovina esibito da Lady Gaga. Cibo e moda non sono uguali, ma possono dialogare per affascinarci








