Quando inizia a fare caldo e le giornate si allungano, il primo pensiero è spesso uno solo: la voglia di estate. E quando pensiamo all’estate e alle vacanze, che cosa ci viene in mente? Per molti, luglio è il mese associato alla fuga, all’evasione dalla fatica, dalle preoccupazioni del lavoro e all’inizio del relax verso le località di vacanza. Ma che cosa rappresenta davvero questo bisogno di partire, staccare, allontanarsi dalla routine? E che cosa accade quando anche la vacanza, invece di essere vissuta, viene trasformata in un’immagine da mostrare sui social? Ne abbiamo parlato con la dottoressa Marina Balbo, psicoterapeuta e direttore del Centro di psicoterapia EMDR di Asti, socio fondatore dell’Associazione Italiana per l’EMDR, vicepresidente del Consiglio Direttivo Nazionale, supervisore e co-trainer e collaboratrice presso il CSRP, Centro studi e ricerche in Psicotraumatologia, di Milano.
Il bisogno di staccare
Luglio è proprio il mese del distacco: ci fa sentire più vicini alle vacanze e più consapevoli del bisogno di una pausa dalla routine. Questo non significa allontanarsi dalla propria vita, ma mettere temporaneamente da parte impegni, richieste, urgenze e imprevisti.
Viviamo in un mondo in cui siamo costantemente raggiungibili, per un motivo o per un altro. E questo non ci permette quasi mai di staccarci davvero da quella spina immaginaria che ci tiene sempre collegati. Staccare dalla routine diventa allora necessario per reintegrare le energie e ritornare a uno stato di comfort psicologico.







