“Voglio andare al mare. Quest'estate voglio proprio andare al mare. Devo riposare”, canta Vasco Rossi, in una delle sue canzoni degli anni ‘80. Perché fare una pausa è il miglior modo per recuperare energie. Ora due studiosi, l'oncologo Elvaraj Giridharan e la psichiatra Bhuvana Pandivan, avvertono che dovremmo andare in ferie ogni due mesi per liberarci dalla stanchezza e dallo stress sul lavoro. Sarebbe quindi necessario fermarsi molto più spesso di quanto facciamo. Ma la ricerca appare subito poco controversa, anche se, alla vigilia delle ferie estive, è uno spunto per parlare di un argomento che interessa molte persone.

Lo studio

Lo studio, che ha il limite di essere stato eseguito su un campione di partecipanti troppo esiguo, spiega che dovremmo fare più pause durante l’anno, almeno "ogni due mesi". Possono essere dei fine settimana lunghi o delle micro-vacanze, ma vanno fatte spesso. Non sono necessarie mete esotiche o viaggi avventurosi, vanno benissimo anche scampagnate fuori porta a costi contenuti.

Per supportare la loro tesi, i due ricercatori citano una ricerca che in realtà non parla di ferie più frequenti da fare ogni due mesi. E quindi questo punto è controverso e privo di basi scientifiche. Ma le loro considerazioni sono comunque interessanti. "Quello che emerge è che, al contrario di quello che si pensava prima, gli effetti delle vacanze non spariscono immediatamente e che durata e giorni di ferie, che una nazione assegna, hanno un impatto sul benessere post-vacanza. E che durante la pausa quello che fa meglio è impegnarsi in attività fisica e staccare la mente dal lavoro”, spiega Giancarlo Dimaggio, psichiatra e psicoterapeuta. Cofondatore del Centro di terapia metacognitiva interpersonale (Roma).