Dimenticate le auto cariche di bagagli fino al tetto, le partenze all’alba per battere sul tempo il traffico e le ore di coda in autostrada necessarie per raggiungere la casa al mare dove trascorrere i canonici 15 o 20 giorni di villeggiatura ad agosto. L’estate non è più soltanto questo. Una delle tendenze più nitide che sta ridefinendo le abitudini dei viaggiatori è il coolcationing (crasi tra cool, fresco, e vacationing, andare in vacanza). Con il progressivo aumento delle temperature estive, la priorità per una fetta crescente di turisti è diventata la fuga dal caldo torrido alla ricerca di climi più miti e temperature vivibili.
Questa tendenza sta spingendo la domanda verso i Paesi del Nord Europa e le località montane, anteponendo il benessere climatico ai tradizionali motivi culturali o balneari. Di contro, durante la stagione invernale si registra il fenomeno opposto, con un consolidamento dei flussi verso mete come le Isole Canarie e il Mar Rosso, scelte da chi ricerca il caldo a breve distanza e con budget accessibili. Il cambiamento, tuttavia, non riguarda solo la scelta del clima, ma investe la struttura stessa del viaggio. La storica e lunga “villeggiatura” estiva ha ceduto definitivamente il passo ai cosiddetti smart break, pause brevi e frequenti distribuite lungo tutto il corso dell’anno.










