Da che sembrava che l’estate 2026 non avrebbe vissuto il solito boom di turismo per via di guerre, instabilità politico-economica e assenza di carburante, fuggire almeno una settimana dalla routine casalinga sembra rimanere una priorità per molti viaggiatori. Anche se organizzare una vacanza, pianificare tappe e itinerari, prenotare hotel, attività e ristoranti risulta psicologicamente e finanziariamente stressante per tante persone, le vacanze restano un punto saldo.

È indubbio che le modalità, le tipologie e le caratteristiche del viaggiare siano cambiate negli ultimi anni e stiano ancora cambiando. Anche i viaggiatori stessi si stanno evolvendo e adattando a viaggi più intelligenti, più articolati e frutto di ricerche minuziose. Rispetto al passato, si è più attenti ai budget di spesa così come alla scelta di destinazioni per definizione non troppo care. Alcuni prenotano vacanze meno lunghe, lasciandosi la possibilità durante l’anno di scoprire meglio il territorio stesso in cui vivono, la propria regione e, perché no, i dintorni della propria città. Proprio a questo proposito, la piattaforma di Enterprise Mobility giustifica la scelta verso vacanze più brevi mostrando come il 69 per cento circa dei viaggiatori tenga da parte sufficienti risorse economiche per più fughe nel weekend, durante l’anno. Inoltre, circa l’81 per cento dei viaggiatori sembra scegliere viaggi brevi per ricaricarsi meglio mentalmente, l’83 per cento perché più facili da organizzare, inserire a calendario e sopportare finanziariamente, e il 56 per cento reputa la fuga breve meno faticosa – e meno stressante – da pianificare.