Alla cerimonia funebre di ieri alla chiesa della Pieve erano presenti anche le autorità istituzionali nella persona del sindaco Marcello Pierucci e dell’assessora regionale per i diritti LGBTQIA+ del PD Alessandra Nardini: seduti in prima fila, accanto alle salme di Mirko e Kety coperte di fiori. Entrambi hanno organizzato un presidio nella piazza di Camaiore la sera di domenica scorsa per sensibilizzare la comunità contro l’odio. "Siamo affranti: la comunità è caduta nel più profondo dolore. Si tratta certo di situazioni familiari molto complesse — ha detto Pierucci - noi non possiamo giudicare, ma certamente un omicidio va sempre e comunque condannato. E’ la nostra società, spesso chiusa, che non riesce a confessare determinate realtà troppo delicate: eppure noi abbiamo una rete di servizi sociali ottima, che funziona davvero. Qui però purtroppo non vi erano stati appelli, questa vicenda non era stata presa in carico dal sociale. Se fossero state rese note tutte le circostanze emerse adesso, forse si sarebbe evitato questo epilogo funesto. Non resta che attendere il lavoro di chi è preposto e pregare".

E’ mancata dunque la prevenzione? Le relazioni familiari tra Piero Moriconi – che adesso è in carcere a Lucca in procinto di nominare un nuovo difensore e si confida con il cappellano – la moglie Kety e il figlio Mirko erano senza dubbio al limite, contrastate, in bilico tra calma apparente e rabbia, dissidi e riconciliazioni. Tra interventi dei Carabinieri e poi il silenzio, litigi tra le quattro mura. "E’ un femminicidio e l’omicidio di un figlio – ha aggiunto la Nardini – un segno di sconfitta della società, una piaga frequente, strisciante e drammatica, che va condannata e arginata". L’elemento dell’omofobia e della violenza contro le donne emerge come essenza profonda e aggravante. "E’ una sconfitta di tutti", ha apostrofato il Comandante della Stazione dei Carabinieri Dante Limongi che ha presenziato al rito funebre. "E’ solitudine sociale – ha riassunto il priore, Monsignor Silvio Righi - preghiamo per Mirko e Kety, ma anche per chi ha commesso questo tragico gesto". Intanto Piero Moriconi è in carcere e i familiari per adesso pare che non lo sostengano nella scelta di un legale di fiducia e quindi resta confermato l’avvocato d’ufficio Giacomo Fabbri.