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“Caos due ruote: cronaca di un'estate di fuoco annunciata”, un titolo che meglio di così non può descrivere quanto accadrà nei prossimi due mesi nella città paladina per la mancanza di aree di sosta dedicate a bici e moto. ​

A Capo d'Orlando, città completamente pianeggiante, dove la bicicletta e lo scooter sono, per conformazione orografica, i mezzi naturali di spostamento, tanto che in ogni famiglia le due ruote abbondano, era prevedibile che, prima o poi, il nodo venisse al pettine.

Oggi la situazione è degenerata in un vero e proprio “parcheggio selvaggio generalizzato”. ​Il problema nasce da una carenza strutturale perché il territorio manca, in maniera esagerata, di stalli dedicati alle due ruote. Di conseguenza i ragazzi e i motociclisti, non trovando spazi idonei, si adeguano come possono, lasciando i mezzi ovunque, dagli stalli riservati alle auto (sottraendo ulteriore spazio alle vetture) ai marciapiedi, davanti ai portoni d’ingresso e persino sulle strisce pedonali e a ridosso degli accessi al mare. ​Questo scenario esaspera la convivenza tra utenti della strada, innescando liti quotidiane tra automobilisti bloccati e centauri. ​

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