Un servizio pensato per la mobilità sostenibile che si trasforma in disordine urbano per la maleducazione di alcuni utenti. Il comandante della Polizia Locale: “Ancora non siamo partiti con una campagna massiccia di controlli”. Voi ne avete viste? Segnalatecele su web@ilsecoloxix
Una bici a noleggio lasciata davanti a una sbarra in via Malinverni, a Sampierdarena
Genova – Sono letteralmente ovunque. Basta farsi un giro per la città — o anche solo sui social — per rendersi conto di quante biciclette del bike sharing vengano lasciate nei posti più improbabili. In mezzo alla carreggiata o sulle corsie degli autobus, all’uscita dell’autostrada (come accade a Pra’), nei parcheggi con le strisce blu o tra i motorini, sui marciapiedi, davanti a cancelli privati.
La pagina social Il Mugugno Genovese, che racconta con ironia gli episodi cittadini, ha pubblicato anche le immagini di una bici abbandonata per giorni su una rampa della Sopraelevata.
Servono regole, servono spazi: è l’assenza di una regia a creare il caos. Mentre il bike sharing diventa sempre più diffuso, l’uso senza regole e il “parcheggio selvaggio” aumentano i rischi: intralcio per i pedoni, pericolo per auto e scooter, difficoltà per persone con disabilità o per chi si muove con un passeggino. Agli utenti incivili si aggiungono i sistemi “free floating”, che consentono di prendere e lasciare i mezzi ovunque all’interno dell’area operativa, senza stalli fissi.






