Amministrazione comunale e gruppi consiliari di minoranza di Città della Pieve hanno diffuso una nota informativa congiunta per illustrare alla cittadinanza gli esiti degli ultimi tavoli tecnici intercorsi con la Direzione Generale della USL Umbria 1 in merito all’assetto dei servizi sanitari locali. I recenti incontri operativi fanno seguito alle istanze presentate lo scorso 25 febbraio, dopo un atto di indirizzo votato all’unanimità dal Consiglio Comunale, da una delegazione pievese composta dal sindaco Fausto Risini e dai capigruppo Marco Cannoni e Lucia Fatichenti, e rivolte alla presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e al direttore della USL Emanuele Ciotti. Il documento riporta i provvedimenti definiti sul fronte della rete dell’emergenza-urgenza e dell’integrazione ospedaliera, annunciando che, in sede di revisione del Piano di Emergenza regionale, verrà formalizzato l’inserimento del presidio di Città della Pieve all’interno della rete di riferimento dell’Azienda Ospedaliera di Perugia. Questa revisione determinerà il superamento dell’attuale assetto, che prevedeva invece il raccordo con la struttura di Città di Castello. Per quanto riguarda la continuità assistenziale, la classificazione di Città della Pieve come Casa della Comunità, prevede il mantenimento di un presidio medico ventiquattr’ore su ventiquattro. Nel frattempo, proseguono gli approfondimenti tecnici con la direzione sanitaria regionale per definire l’utilizzo dei venti posti letto attualmente presenti nella struttura. Un ulteriore punto delineato riguarda l’attivazione del Consultorio Familiare multidisciplinare. A seguito del tavolo tecnico del 18 maggio scorso, organizzato per strutturare il potenziamento dei servizi di prossimità per donne e famiglie – una necessità ribadita pubblicamente anche durante il confronto "Fare Futuro" svoltosi lo scorso 7 marzo – l’azienda sanitaria ha disposto l’assegnazione del personale necessario per la riapertura del servizio nei locali della Casa della Salute. La struttura opererà come presidio multidisciplinare grazie all’inserimento di un’ostetrica e di uno psicologo, professionisti che consentiranno di attivare sul territorio le specifiche attività di prevenzione, le campagne di screening, il supporto psicosociale e l’assistenza alla maternità. L’azienda sanitaria è parallelamente impegnata nella ricerca di un ginecologo per completare l’organico a disposizione dell’utenza.