L’iniziativa di raccolta delle firme dei genitori di Casina per sostenere la richiesta di un pediatra sta sollevando un problema reale con risvolti politici e richiami alle responsabilità da destra a sinistra e viceversa. Di certo il comune di Casina con 501 bambini che rientrano nella fascia pediatrica da 0 a 14 anni richiede un pediatra fisso sul territorio e non un solo pomeriggio la settimana come avviene adesso. Così Fabio Filippi, componente del coordinamento regionale di Forza Italia e del tavolo tecnico sulla montagna, commenta la mobilitazione: "Firmerò la petizione, - annuncia Filippi - i cittadini hanno ragione da vendere quando dicono che, se si vuole salvare l’Appennino dallo spopolamento, bisogna partire dalla salute, un diritto costituzionalmente garantito".
Per la consigliera regionale Anna Fornili e la segretaria del Pd di Casina Barbara Incerti la responsabilità è da ricercarsi a Roma: "La Sanità della montagna continua a subire rimbalzi e pochi investimenti dal Governo". Il Pd interviene anche sulla petizione. "La petizione pone una questione seria che merita attenzione e rispetto, - afferma la segretaria Incerti - chi vive in montagna sa bene quanto la qualità dei servizi sia determinante per la vita delle famiglie e per contrastare lo spopolamento. Per questo la richiesta avanzata dai genitori non deve essere utilizzata per alimentare polemiche, ma deve diventare l’occasione per costruire soluzioni concrete. La questione non è ricostruire da zero un servizio inesistente, ma rafforzare e stabilizzare una rete sanitaria già presente. Fare propaganda sulla pelle delle famiglie è più facile che spiegare perché il Governo nazionale non riesca a rendere attrattivo il lavoro sanitario nelle aree interne. Proprio nella petizione viene ricordato come Casina abbia registrato negli ultimi anni una crescita della popolazione. È un dato importante e incoraggiante, che dimostra come l’Appennino continui ad attrarre famiglie".








