HomeAnconaCronacaIn centro 13 locali etnici. Non c’è un’invasione e chi già sta al lavoro non vuole andare viaLa cosiddetta legge “anti kebab” si sgonfia davanti alla situazione del centro storico di Ancona dove il numero dei ristoranti non è superiore a quello di altre realtà. A chiudere sono invece le botteghe storicheIl kebab turco sotto gli archi di piazza Cavour e uno in corso StamiraRicevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciAncona, 30 giugno 2026 – Un giro nel centro storico di Ancona basta a sgonfiare la retorica del made in Italy. La giunta regionale delle Marche ha approvato una proposta di legge per la valorizzazione dei centri storici che la cronaca locale ha subito ribattezzato “anti kebab”: strumenti per i Comuni che vogliano limitare le nuove aperture di locali non in linea con la tradizione enogastronomica locale, a favore di botteghe marchigiane e prodotti tipici. Il centro storico del capoluogo, però, racconta una realtà molto più complessa.

I locali etnici censiti tra il perimetro che delimita l’area tra piazza Cavour, zona Porto, zona Duomo e Capodimonte sono tredici: sei kebab e sette tra ristoranti cinesi, sushi, indiani, peruviani ed etiopi. Un numero che non racconta nessuna invasione, rispetto all’ offerta ben maggiore di trattorie, osterie, vinerie e ristoranti di cucina locale che popolano il centro. Ma soprattutto, il censimento rivela un paradosso che la legge non sembra aver previsto: Cianavoja, ristorante in centro che propone una cucina definita etnica, è gestito da Gianmichele Ghisu, giovane imprenditore di Loreto che ha scelto Ancona per la sua proposta. Il kebab in corso Stamira