Tra messaggi e telefonate, interrogazioni poste all’Intelligenza artificiale, testimonianze agli atti, la sua voce suona come un punto fermo nella vita di quella ragazzina. Quando si sente sola, incapace di gestire la giostra di stati d’animo contrastanti, chiamava la professoressa. Una voce, quella della docente, che è entrata di diritto nel corso del processo per l’omicidio di Martina Carbonaro. Martina Carbonaro, le chat dell’ex: «Il tuo karma è chiaro devi morire di amore»
Una prof e la sua studentessa, la fermezza di una voce autorevole di fronte alle incertezze di una adolescente che cerca di impostare la propria vita all’insegna dell’emancipazione: niente più rapporti malati, mai più legami con chi pretende di controllare la tua vita, stop prepotenza. Una testimonianza preziosa, quella della professoressa di Martina Carbonaro, chiamata a raccontare un retroscena inedito nel corso dell’inchiesta che tiene attualmente sotto processo Alessio Tucci, ex fidanzato di Martina.Il racconto La storia è nota, alla luce delle indagini condotte dal pm Della Valle, magistrato in forza alla Procura di Napoli Nord (guidata dal procuratore Domenico Airoma e dall’aggiunto Maria Di Mauro): Martina ha deciso di troncare il rapporto con Alessio, che la uccide di fronte alla determinazione della ragazza di voltare pagina. Era il 26 maggio di un anno fa. Dieci giorni prima, c’è una richiesta di aiuto da parte della ragazza, che ha compreso la difficoltà di gestire una situazione emotiva complessa per una 14enne. Da un lato la pressione dell’ex fidanzato, dall’altro la curiosità per un altro ragazzo conosciuto in chat, infine una sensazione di isolamento dettata dalla necessità di informare la propria famiglia della decisione di voltare pagina. È in questa condizione che Martina trova nella professoressa un punto fermo. Prima un messaggio, con la richiesta di «una telefonata», infine una conversazione con la docente: «Prof, per favore, potete fare la chiamata? Ne ho tanto bisogno... non sto capendo nulla... non so cosa sto provando in questo momento... ne ho tanto bisogno prof». Dall’altra parte la docente non si tira indietro. Comprende le inquietudini della propria alunna, ricorda la sua voglia di vivere e non lascia cadere nel vuoto la richiesta della 14enne. Materiale delicato e complesso al tempo stesso, al punto che la docente si libera da altre adempimenti e contatta Martina.Una conversazione rassicurante che - scrivono i carabinieri - dura 12 minuti e una manciata di secondi. Una conversazione che non tradisce la fiducia riposta dalla ragazza, come emerge anche da un messaggio che la donna spedisce alla ragazza subito dopo averle parlato: «Tesoro mio ci sono sempre». Un dialogo, qualche messaggio, infine una battuta che fa ritornare di buon umore Martina. È infatti la prof a confidare alla ragazza di non aver risposto subito al telefono, perché inciampata tra le buste della spesa: «Scusami ma ero caduta...», suscitando l’ilarità della studentessa. Alcuni giorni dopo il delitto, la docente viene ascoltata dai carabinieri nel corso dell’inchiesta che tiene in cella Alessio Tucci. La donna è chiara sin dalle prime battute: «Martina mi aveva confidato di avere avuto problemi legati alla sfera affettiva, a proposito di alcuni problemi con il suo fidanzato che aveva deciso di lasciare. Si sentiva sola e si era confidata con me». È in questo crescendo di emozioni che, pochi giorni prima del delitto, di fronte all’ennesimo no della ragazza, Alessio si lascia andare a una sorta di minaccia: «Martina, è il tuo Karma: morirai per amore».










