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Dario Sautto

Il racconto dei carabinieri in aula: le conversazioni con l'AI nel cellulare della ragazza. Alessio Tucci, reo confesso dell'omicidio, ascolta in video-conferenza. La ricostruzione degli investigatori: «L'abbiamo trovata, al terzo sopralluogo in quel casolare: sentivo di doverci tornare»

Una porzione di blocco di cemento con tracce di sangue, poi gli occhiali riconosciuti dall'amica. Al terzo sopralluogo, spostando un pannello di compensato, la tragica scoperta: sotto alcuni rifiuti si intravedevano una mano, un ginocchio, i jeans di Martina Carbonaro, la ragazza di 14 anni scomparsa da oltre 24 ore. Nel cuore della notte, i carabinieri tornarono più volte in quel casolare abbandonato dello stadio Moccia di Afragola.

Spostando un oggetto da un cumulo di masserizie, gli Investigatori sono riusciti a capire che sotto quell'armadio c'era il corpo di Martina, la 14enne uccisa il 25 maggio 2025 dall'ex fidanzato reo confesso Alessio Tucci, 19 anni, che oggi, su disposizione del giudice, è collegato in videoconferenza.