«Mi fai paura»: dalle analisi delle chat intercorse tra la 14enne Martina Carbonaro e Alessio Tucci che l'ha uccisa il 26 maggio 2025, emerge che più volte la vittima si rivolge utilizzando queste parole nei confronti dell'ex. Dalle conversazioni emerge anche che Martina, a un certo punto, aveva allacciato un rapporto sentimentale con un altro ragazzo, fortemente stigmatizzato da Alessio: «dopo due anni arriva questo che mi rovina la vita» e dopo una serie di conversazioni piuttosto accese («Il karma esiste, devi morire per amore» le scrive l'ex) Tucci appare più accomodante.
Si confidava con l'Intelligenza artificiale Un atteggiamento, secondo il carabiniere ascoltato oggi come testimone al processo in corso a Napoli sull'omicidio della ragazzina, finalizzato a tenere sotto controllo via social la sua ex a cui chiede di accettare le richieste di amicizia formulate su diverse piattaforme. La 14enne, inoltre, aveva praticamente scelto come suo confidente l'intelligenza artificiale: «Oggi abbiamo avuto una discussione, ha detto che voleva controllare il mio cellulare ma anche lui ha sbagliato nei miei confronti», scrive Martina al suo amico virtuale, «ero arrabbiata ma non dissi niente», «un giorno eravamo litigati, lui dice che ci eravamo lasciati, una mia amica mi inviò una foto di lui e una ragazza entrati in casa abbandonata e gli aveva prestato la felpa perché pioveva e stava senza giubbino». E ancora "è stata dura perdonarlo ma sono stati gli amici loro che dicevano non era niente e tutti quanti oggi lo fanno ma l'avessi fatto io sarebbe successo il finimondo, sarei stata una poco di buono», «non volevo dargli il cellulare mi stava salendo l'ansia, premetto che non ho fatto nulla e non volevo fare nulla». Durante la testimonianza il carabinieri ha anche letto diversi messaggi alcuni offensivi e anche minacciosi da parte di Alessio e le risposte di Martina. Il video dopo che l'ha uccisa Intanto emerge un nuovo video. , Alessio Tucci, in carcere a Secondigliano con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato, E' stato inquadrato mentre usciva dal quel casolare abbandonato dove, poco prima, aveva ucciso con un grosso masso di cemento, la sua ex fidandata. Il ragazzo esce si ferma sul pianerottolo, prende qualcosa a terra, per coprirsi la maglietta (che non verrà più trovata) presumibilemente sporca di sangue e poi si allontana verso la sua abitazione che dista 3-400 metri dalla sua abitazione». La circostanza è emersa oggi nel corso della seconda udienza del processo che si sta svolgendo davanti la Corte di Assise di Napoli. A rispondere alle domande del pubblico ministero di Napoli Nord è uno dei carabinieri che dopo la notizia della scomparsa, il 25 maggio 2025 (giorno in cui è stata assassinata) hanno preso parte alle ricerche. Il brigadiere della stazione di Afragola Michele Carusone è tra coloro che nelle prime ore del 28 maggio troverà il corpo della ragazzina, sotto un cumulo di vecchie masserizie, in una stanza insieme con alcuni suoi colleghi. Dagli accertamenti degli militari dell'arma emergerà anche che Tucci, il 27 maggio, aveva cancellato tutti i dati relativi dal suo telefono Samsung alle conversazioni con Martina.










