Un anno fa, esattamente il 25 maggio, Martina Carbonaro, 14 anni, fu uccisa a colpi di pietra, nell’ultimo appuntamento con l’ex fidanzato Alessio Tucci, 19 anni, reo confesso, che non si era rassegnato alla fine della relazione. Un delitto brutale, consumato nello squallido scenario dell’ex casa del custode del campo sportivo di Afragola, dove dopo diverse ore di ricerca alle quali prese parte anche il suo assassino, fu ritrovato il cadavere nascosto da Alessio Tucci sotto un cumulo di calcinaccio. Un anno scandito dal dolore insopportabile per i genitori di Martina, dalla loro rabbia spesso fuori controllo, dalle minacce ricevute dalla famiglia del 19enne, dal massacro mediatico sui social, e non per ultimo il danneggiamento alla panchina rossa, intitolata alla vittima. Un osceno atto vandalico, mirato a cancellare la memoria di Martina, visto che dalla panchina, nemmeno graffiata, è stata portata via e distrutta la targa commemorativa.
La serata Ieri pomeriggio circa mille persone si sono stretta intorno a mamma Enza Cossentino e papà Marcello per ricordare la ragazzina con una fiaccolata per le strade di Afragola, che ha reagito con gelida indifferenza. Un corteo per chiedere “Giustizia per Martina”. Prima della manifestazione, è stata celebrata, nel santuario di Sant’Antonio, una messa di suffragio officiata da padre Mario Folliero, che nel corso dell'omelia, ha detto che Martina ora «È cullata nelle mani di Dio e illuminata dalla luce divina». Poi i palloncini lanciati nel cielo e un lungo applauso. «Non so descrivere il dolore che provo da quel giorno – ha detto mamma Enza – respiro ma non riesco a vivere, e forse questo non mi accadrà mai più. Viviamo l’ergastolo del dolore, e chiediamo che la giustizia colpisca quell’assassino con un fine pena mai». In tanti, comunque, hanno risposto all’invito. «Sì – risponde – spero che sia sempre così, almeno il suo sacrificio non è stato vano. Loro mi danno un po’ di forza». Poi la sorpresa: hanno ricevuto in dono il cucciolo di una femmina di bulldog francese, a cui dice mamma Enza non abbiamo ancora dato un nome, ma che è simile a “ Tayson” il cane di Martina morto di crepacuore per l’assenza della ragazza. La manifestazione Si snoda lento il corteo, al quale hanno preso parte il neosindaco Gennaro Giustino e l’ex primo cittadino Antonio Panone, sorvegliato con molta discrezione dalla polizia, carabinieri e agenti della polizia municipale. Nessun applauso dalle rare finestre aperte e tanta gente che hanno incrociato il corteo a scansarsi. Eccetto la titolare di un negozio, uscita sulla strada insieme a due figlie piccole, che reggevano un cartellone con la scritta rossa “Stop alle violenze” e “Giustizia per Martina”, mentre la mamma ha gridato commossa: «Mai Più», liberando in aria alcuni palloncini rossi. Un momento di tensione si è avuto quando il corteo è sfilato a qualche decina di metri dall’abitazione di Alessio Tucci, e dalla folla sono partite invettive contro l’assassino e la sua famiglia. La calma è tornata nell’ampio piazzale del campo sportivo di Afragola, dove è stata posizionata una gigantografia di Martina su un cumulo di pupazzetti, peluche e fiori. Dal corteo è partito un lungo applauso e ancora un “Giustizia per Martina”, mentre i genitori in silenzio, pallidi, e con un pianto silenzioso, li in quel piazzale, si sono trovati ancora una volta di fronte alla tragica realtà e al vuoto della loro vita, che nemmeno mille cortei e mille abbracci sinceri riusciranno a colmare.







