Apparentemente la tempesta militare si è placata tra Teheran e Washington. Tuttavia il memorandum d’intesa tra le parti rimane una trama così fragile che può essere lacerata alla minima provocazione.
Per ora non sembra che i colloqui siano saltati. Donald Trump ha annunciato che oggi le due parti si ritroveranno a Doha per riprendere i negoziati tecnici. La Casa bianca ha confermato la presenza di Steve Witkoff e Jared Kushner, i principali collaboratori del presidente. L’ambasciata iraniana a Doha, tuttavia, ha annunciato che non sono ancora stati effettuati i preparativi necessari per lo svolgimento dell’incontro tra le parti.
LA PROTESTA IRANIANA, giovedì, per il tentativo di aprire al traffico delle navi mercantili una nuova rotta attraverso l’Oman nello Stretto di Hormuz è arrivata su un proiettile indirizzato a una nave cargo. La risposta americana è giunta quasi subito. Poi, tra sabato e domenica, l’Iran ha alzato la posta: droni e missili balisticicontro installazioni militari statunitensi in Bahrain e Kuwait.
Il Corpo dei Guardiani della Rivoluzione ha dichiarato di aver centrato la sede della Quinta Flotta e la base di Ali Al Salem. Nessuna vittima, danni minimi: il solito annuncio di Washington. Bahrain e Kuwait raccontano un’altra storia, danni ingenti, edifici civili colpiti, un drone caduto su un palazzo residenziale a Muharraq.












