DALIAN – Al World Economic Forum di Dalian, la Davos estiva che si tiene annualmente in Cina, l'intelligenza artificiale non è stata discussa soltanto come motore della produttività, ma anche come tecnologia capace di ridefinire le relazioni umane. Tra i temi più dibattuti c'è stata la cosiddetta affection economy: il passaggio da piattaforme che competono per catturare l'attenzione degli utenti a sistemi progettati per costruire un legame emotivo con loro. Ne abbiamo parlato con Tsoi Mang Hin, fondatore e CEO di AI Safety Asia (AISA), organizzazione con sede a Hong Kong impegnata nella governance e nella sicurezza dell'intelligenza artificiale.

Per anni abbiamo parlato di "attention economy". Oggi si parla sempre più di "affection economy". Che cosa cambia?

Intanto, c'è una somiglianza: le aziende cercano sempre di massimizzare i ricavi e il valore dei propri prodotti. Nell'epoca dei social media, il modello di business era basato soprattutto sulla pubblicità, quindi aveva senso massimizzare l'attenzione degli utenti. Oggi, invece, tutto ruota attorno all'attaccamento emotivo. Stiamo anche osservando che i modelli di frontiera vengono valutati sulla loro capacità di persuasione. E non stiamo parlando soltanto di chatbot progettati per costruire relazioni, ma anche di modelli generalisti come ChatGPT o Claude. La loro capacità di manipolare e persuadere continua ad aumentare e, una volta che possiedi questa capacità, le possibilità di monetizzazione diventano enormi. Se riesci a manipolare l'utente puoi fare moltissime cose. Questa è la differenza fondamentale rispetto all'era dei social media.