"La prossima generazione (di umani, ndr) potrebbe innamorarsi dei robot umanoidi". Robot da compagnia. A dirlo è stato Zhou Jian, fondatore e amministratore delegato di Ubtech al giornale cinese LatePost. La sua azienda ha appena aperto le prevendite per quello che definisce il "primo robot umanide al mondo a grandezza naturale, ultra-bionico e progettato per la compagnia emotiva". Un passaggio potenzialmente storico, che sposta ancora più avanti il confine tra automazione, intelligenza artificiale incarnata e vita quotidiana, in una Cina dove le applicazioni industriali, assistenziali e ludiche dei robot umanoidi si stanno già radicando.Il lancio non è un episodio isolato. Arriva nello stesso momento in cui Pechino accelera un piano nazionale per portare oltre 10mila robot umanoidi in scenari commerciali entro la fine del 2026, promuove modelli di leasing e Robot-as-a-Service, alimenta dataset e centri di raccolta dati per l’embodied AI, e accompagna verso la borsa aziende come Unitree, diventata uno dei simboli globali della robotica dinamica cinese. Allo stesso tempo, però, il governo cinese cerca di tenere sotto controllo e diretta supervisione lo sviluppo del settore, anche per il possibile impatto sull'occupazione.Il video promozionale del modello U1 di UBTech, originariamente pubblicato dall'azienda cinese su Weibo