L’azienda cinese UBTech ha aperto le prevendite del primo androide a grandezza naturale pensato per la compagnia emotiva. Ma dietro ai 3.000 ordini raccolti in pochi giorni c’è un piano molto più ampio: trasformare i robot umanoidi nella prossima grande industria tecnologica del PaeseL’azienda cinese UBTech ha aperto le prevendite del primo androide a grandezza naturale pensato per la compagnia emotiva. Ma dietro ai 3.000 ordini raccolti in pochi giorni c’è un piano molto più ampio: trasformare i robot umanoidi nella prossima grande industria tecnologica del PaeseNegli ultimi anni abbiamo visto i robot umanoidi fare un po’ di tutto: sono stati mostrati mentre assemblavano componenti nelle fabbriche, correvano maratone o si esibivano in dimostrazioni spettacolari. Adesso la Cina sta provando a portarli nel salotto o in camera da letto.L’azienda cinese UBTech ha aperto le prevendite di quello che definisce il primo robot umanoide ultra-bionico a grandezza naturale progettato per la compagnia emotiva. Il prodotto, commercializzato attraverso il marchio UWORLD, sarà presentato ufficialmente il 30 giugno e ha già raccolto circa 3.000 prenotazioni nei primi giorni di vendita. Il prezzo finale non è stato ancora comunicato. I modelli disponibili sono due: una versione maschile alta 183 centimetri e pesante 42 chilogrammi e una versione femminile alta 168 centimetri e pesante 35,2 chilogrammi. Entrambi possono essere personalizzati e sono destinati esclusivamente a utenti adulti. Il video promozionale pubblicato sui social cinesi ha generato migliaia di commenti. Non solo per le caratteristiche tecniche, quanto per la domanda che inevitabilmente accompagna il prodotto: c’è davvero un mercato per robot progettati per fare compagnia alle persone? Il momento dei robot umanoidiLa risposta della Cina sembra essere sì.L’arrivo del robot di UBTech non è infatti un’iniziativa isolata. Negli ultimi mesi Pechino ha accelerato gli investimenti nel settore della cosiddetta “embodied AI”, l’intelligenza artificiale incorporata in corpi fisici capaci di muoversi e interagire con il mondo reale.Secondo Reuters, il governo cinese considera i robot umanoidi una delle tecnologie strategiche del prossimo decennio, al pari di settori come il quantum computing, il 6G e le interfacce cervello-computer. L’obiettivo è aumentare rapidamente la diffusione di questi sistemi sia nelle aziende sia nei servizi. UBTech punta da sola a produrre 10.000 robot umanoidi commerciali entro il 2026, mentre il governo sostiene nuovi modelli di distribuzione come l’“Humanoid Robot-as-a-Service”, una formula che permette alle imprese di utilizzare i robot attraverso canoni o contratti basati sulle prestazioni. La corsa dei miliardiDietro questa accelerazione c’è anche una quantità crescente di capitale.Nel primo trimestre del 2026 le società cinesi attive nell’ecosistema dell’embodied AI hanno raccolto circa 2,9 miliardi di dollari attraverso grandi operazioni di investimento privato. Nel frattempo Unitree, uno dei principali produttori mondiali di robot umanoidi, ha ottenuto il via libera per una quotazione che punta a raccogliere circa 4,2 miliardi di yuan. La stessa Unitree è diventata il più grande produttore mondiale di robot umanoidi per numero di unità vendute nel 2025 e rappresenta uno dei simboli della strategia industriale cinese nel settore. Il problema resta sempre lo stessoL’entusiasmo, però, non coincide necessariamente con l’utilità. Anche le aziende più avanzate del settore riconoscono che gli umanoidi attuali faticano ancora a svolgere molte attività quotidiane con l’affidabilità richiesta dal mercato di massa. Oggi la maggior parte delle vendite riguarda università, laboratori di ricerca, dimostrazioni commerciali e applicazioni sperimentali. È proprio per questo che il caso UBTech è interessante. Per la prima volta uno dei grandi produttori cinesi non sta cercando di vendere un robot come operaio, magazziniere o assistente industriale. Sta provando a venderlo come compagno.E se i 3.000 ordini iniziali dovessero trasformarsi in un vero mercato, il prossimo terreno di competizione tra le aziende tecnologiche potrebbe spostarsi dalla fabbrica al soggiorno di casa.Tag LEGGI ANCHE L'E COMMUNITYEntra nella nostra community Whatsapp