NON SONO FANTASCIENZA. I robot umanoidi sono realtà. Funzionano con l’intelligenza artificiale e sono già in vendita, anche in Italia. Le aziende che nel mondo costruiscono queste macchine dotate di braccia (e spesso di gambe) sono poco più di una decina. Il modello antesignano, e ritenuto eccellente per il rapporto costo-performance, è cinese. Preciamente della Ubtech, di cui è esclusivista in Italia la Aispiria di Marco Ghidinelli. Né buoni e romantici, come Roz nel film di animazione The Wild Robot del 2024, né terrificanti come nelle fantasie distopiche sull’AI, i veri androidi si annunciano come la nuova sfida in ambito industriale. L’argomento ispira il cinema da cento anni: è infatti del 1927 Metropolis, del regista tedesco Fritz Lang, che per primo raccontò di un robot con sembianze umane (femminili), che proprio nel 2026 avrebbe finto di liberare una umanità oppressa da ricchi industriali, finendo bruciata come una strega.
"Nella realtà del 2026, gli umanoidi non sono in grado di sostituire le persone e non lo saranno per lungo tempo, perché replicano, non pensano", spiega Matteo Para, fondatore con il socio Emiliano Fortunati, di 4D Sistemi Informatici, partner tecnologico di Aispiria. Azienda dove Para è il ‘robot engeneer’ del team. I co-bot (sigla che sta per "COllaborative roBOT") rispondono alla Direttiva macchine, il regolamento europeo, cioè, che norma la presenza dei nuovi arrivati negli impianti produttivi.








