L’ex presidente del consiglio comunale Pietro Guadalupi, arrestato il 17 marzo scorso nell’ambito dell’operazione “Colemi”, è agli arresti domiciliari. Il gup del Tribunale di Lecce, Marcello Rizzo, ha infatti accolto la richiesta presentata dai legali Danilo Di Serio e Gianvito Lillo, che hanno presentato ricorso contro il parere negativo alla scarcerazione comminato qualche settimana fa dal Riesame.

Il giovane imprenditore ha lasciato il carcere di Lecce in attesa dell’udienza in Cassazione prevista il 9 luglio prossimo, in cui verrà discussa la misura cautelare dell’ex amministratore comunale. Guadalupi risponde di un singolo capo d’imputazione, nell’inchiesta coordinata dalla pm Carmen Ruggiero e condotta dagli agenti della mobile di Brindisi: un’estorsione da 500 euro. Stando agli atti della magistratura, Guadalupi, su richiesta di altri due imputati, avrebbe risposto loro indicando chi era la persona che conduceva alcuni lavori di bonifica, per l’attività di manutenzione di alcuni “canali” insistenti nella zona di Tuturano.