Il tribunale del Riesame ha confermato tutte le misure cautelari dell’operazione «Colemi» e delle prime due tranche di arresti relative al clan Buccarella. Restano in carcere, dunque, Pietro Guadalupi, Salvatore Buccarella, Umberto e Pasquale Attanasi, Vincenzo Schiavone, Stefano Malerba, Adriano Vitale, Mauro Iaia e Alessandro Blasi. L’indagine, coordinata dalla pm della Dda di Lecce Carmen Ruggiero e condotta dalla squadra mobile di Brindisi, ha documentato - secondo l’accusa - il tentativo del gruppo «tuturanese» della Scu di riorganizzarsi. Le contestazioni spaziano dall’associazione mafiosa alle estorsioni, fino al favoreggiamento e ai traffici di droga, con ruoli e responsabilità differenti. Il procedimento si è chiuso con 20 persone coinvolte. Oltre ai nove in cella, risultano indagati a piede libero: Vitantonio Fiaccone; Antonio Zullo e Carlo Carriere, gestori del Domus Caffè, imputati per favoreggiamento aggravato; Antonio e lo zio Andrea Bruno per reati legati allo spaccio di cocaina; Mauro Bianco, Simone Fai, Francesco Castellano e Andrea Galasso per detenzione o cessione di hashish o marijuana. Antonio e Giuseppe Caliandro compaiono come persone offese ma anche come indagati per favoreggiamento, il primo con aggravante mafiosa.
Brindisi, no del Riesame alla scarcerazione di Guadalupi e degli altri arrestati
Le contestazioni spaziano dall’associazione mafiosa alle estorsioni, fino al favoreggiamento e ai traffici di droga, con ruoli e responsabilità differenti. Il procedimento si è chiuso con 20 persone coinvolte






