Caro Aldo,a proposito dei commenti, spesso ignobili, sull’incidente al marito, la ministra Roccella chiede il rispetto per il dolore. Inutile ma purtroppo doveroso aggiungere che la ministra ha perfettamente ragione e che la condanna agli odiatori da tastiera deve essere unanime. Vorrei però commentare che anche la ministra dovrebbe aggiungersi a chi rispetta il dolore altrui e smetterla di opporsi per motivi ideologici alla legge sul dignitoso fine vita. Nessuno deve soffrire per le credenze politiche o religiose di un altro. Riccardo Rossi
Caro Riccardo, non sono d’accordo. Non c’è nessun legame tra le due cose. La ministra Roccella ha diritto a vedere rispettato il suo dolore e a mantenere le sue posizioni sul fine vita, che sono diverse dalle nostre, ma sono comuni alla maggioranza che ha vinto le elezioni. Non è perché una persona soffre per la scomparsa di un congiunto che debba modificare le sue opinioni o i suoi valori o la sua posizione politica e culturale sulla vita e sulla morte. Detto questo, le confesso che c’è una cosa che vorrei dire e non riguarda specificatamente la ministra Roccella, e neanche la madre della ragazza uccisa in un incidente stradale di cui si è parlato la settimana scorsa. Riguarda veramente tutti i casi di dolore ingiusto. Le persone che gioiscono, che commentano sarcasticamente o moralisticamente, mi fanno orrore. Non mi stancherò di ripetere che se fosse vietato aprire account falsi con pseudonimi o con identità rubate questi fenomeni deplorevoli magari non sparirebbero ma diminuirebbero. Tuttavia, ripeto, vale per ognuno di noi: che cosa ce ne importa di quello che dice la gente? Nel momento in cui si è squassati dal dolore o anche soltanto intristiti da qualcosa che ci è accaduto, è perfettamente inutile andare a vedere la reazione altrui. Ci saranno persone di buon cuore, sicuramente la grande maggioranza, che saranno solidali con noi. Ci saranno persone infelici o malevoli che coglieranno l’occasione per dimostrare tutta la loro infelicità e malevolenza. Lasciamole parlare. Non potranno farci nulla, né migliorare la nostra condizione né peggiorarla. Forse tutti quanti stiamo sopravvalutando i social.











