La Corte suprema ha respinto con una nuova sentenza il tentativo di Donald Trump di licenziare Lisa Cook, la governatrice della Federal reserve che il presidente aveva licenziato lo scorso agosto con l’accusa, mai provata, di aver fatto dichiarazioni false per ottenere un mutuo agevolato. Ma in gioco c’era molto di più: l’indipendenza della Fed e delle istituzioni democratiche americane. Infatti questo è il secondo colpo nel giro di pochi mesi che la Corte Suprema assesta nei confronti del presidente americano, dopo la sentenza di febbraio che aveva bocciato i dazi reciproci. La Corte, con un collegio a netta maggioranza conservatrice e con 3 giudici su 9 scelti dallo stesso Trump, è stata infatti più volte accusata di subire la pressione del proprio presidente. La conferma della rimozione di Cook avrebbe dato a Trump mano libera sulla Fed, e avrebbe aumentato i sospetti.C’è però da dire che nella giornata di oggi la Corte ha invece confermato un’altra decisione, quella del licenziamento di una commissaria appartenente alle agenzie indipendenti federali. E, con tale decisione, ha abrogato il precedente del 1935 che scongiurava il rischio che i vertici delle agenzie indipendenti potessero essere rimossi dalla politica. In ogni caso il colpo di coda delle istituzioni americane dice che il rule of law regge ancora, e che la Corte si è mossa secondo il diritto e al di sopra di chi l’ha nominata. A uscirne rafforzata è chiaramente l’indipendenza della Fed, so le future scelte di politica monetaria: ora un taglio dei tassi deciso da Kevin Warsh, il nuovo presidente nominato da Trump, potrebbe esser letto come una scelta legittima e non come un favore alla Casa Bianca, che quei tagli li chiede da mesi e che ora paradossalmente potrebbe in realtà ottenerli più facilmente. Servirà leggere i dati per tracciare il confine tra scelta legittima o no.
La Corte Suprema respinge il licenziamento di Cook, governatrice della Fed rimossa da Trump
Dopo la sentenza di febbraio che aveva bocciato i dazi reciproci, ecco il colpo di coda del Rule of Law nei confronti del presidente americano














