L’intelligenza artificiale come tema da studiare a tutti i livelli. In tutte le scuole dello sterminato territorio cinese. Dalla primaria all’Università. Il governo di Pechino ha presentato un piano quinquennale per "promuovere l'educazione all'intelligenza artificiale in tutte le fasi dell'istruzione, migliorare l'alfabetizzazione degli studenti in materia di Ai e potenziare la loro capacità di identificare e risolvere i problemi”. La decisione arriva poco dopo il messaggio di Xi Jinping, in cui il leader cinese si diceva determinato a spingere nel settore dell’alta tecnologia. Un ambito in cui la Cina cui subisce la concorrenza degli Stati Uniti. L’idea di Pechino è quindi quella di recuperare il gap facendo una cosa che gli Usa, dove sono nati i grandi colossi dell’Ai, non fanno: formare i giovani talenti sin dai banchi di scuola.

E così già dai prossimi mesi tutte le scuole saranno invitate ad adeguarsi all’editto del governo. Come? “Promuovendo - viene spiegato nel piano quinquennale - cambiamenti profondi nei metodi di insegnamento, nei modelli di formazione, nei sistemi di esame e nei meccanismi di governance”.

L’obiettivo non è solo quello di insegnare l’intelligenza artificiale come materia a sé stante, ma anche di integrarla in altri insegnamenti, come è stato sperimentato nel 2025 in alcuni istituti di Pechino. Le linee guida puntano, per le scuole primarie, a far avvicinare i bambini all’Ai attraverso attività pratiche. Un modo per far capire loro che l’intelligenza artificiale può essere usata nella vita quotidiana. Per gli studenti un po’ più grandi invece saranno organizzati corsi che si concentreranno sulla capacità di risolvere i problemi anche attraverso l’aiuto dell’intelligenza artificiale. Gli studenti delle scuole superiori saranno invitati ad apprendere i meccanismi base degli algoritmi che determinano il funzionamento dell'intelligenza artificiale. In questo modo avranno un approccio diretto alle tecnologie che sono alla base della grande rivoluzione Ai.