il caso

La crescente concorrenza internazionale e lo sviluppo tecnologico cambiano profondamente la gestione della plancia. La formazione scolastica pratica risulta fondamentale per appassionare le nuove generazioni al settore crocieristico

Aggiornato alle 17:24

«Mi piacerebbe vedere più tricolore sul ponte di comando. A volte ho come l’impressione di far parte degli ultimi dinosauri», confessa il comandante Mauro Usai. Cinque giri del mondo, qualche imbarco sulle petroliere e dieci anni di traghetto, oggi è al comando delle navi da crociera di lusso Princess Cruises. E il suo ruolo gli permette di avere uno sguardo particolare sia sul settore marittimo sia sul mondo in generale: un punto di vista, per certi aspetti privilegiato, dal quale notare cosa cambia e cosa invece resta invariato e necessario. Dal confronto con la sua esperienza emergono spunti interessanti sulla carriera marittima: dalla crescita di nuove nazionalità nei ruoli di bordo alla necessità di rafforzare la presenza italiana sui ponti di comando, fino al valore dell’inglese operativo, della resilienza e della leadership. CONTINUA A LEGGERE QUI L’ARTICOLO