Nel contesto globale della cantieristica, Fincantieri rappresenta un’eccellenza industriale e tecnologica riconosciuta in tutto il mondo. Con 18 stabilimenti in quattro continenti e più di 22 mila lavoratori diretti, l’azienda italiana è leader nella costruzione di navi da crociera e partner strategico della Marina Militare, oltre che di numerose Marine internazionali. Un ruolo che comporta sfide crescenti, legate alla complessità del prodotto navale e ai nuovi standard della transizione ecologica: sistemi di propulsione alternativi, requisiti ambientali più severi e livelli di sicurezza sempre più elevati.
In questo scenario, la trasformazione digitale diventa una leva strategica per mantenere competitività e qualità. Ma, a differenza di quanto accadeva in passato, l’innovazione non riduce il lavoro: lo trasforma. L’introduzione della robotizzazione nei cantieri – già sperimentata nell’automotive – non è una minaccia occupazionale, bensì l’occasione per creare nuove figure tecniche. È in questa prospettiva che nasce il progetto “Maestri del Mare”, pensato per attrarre e formare giovani lavoratori italiani nel segno del rapporto uomo-macchina. Il programma nasce da una constatazione semplice: la difficoltà nel reperire manodopera specializzata non dipende tanto dalla mancanza di interesse, quanto dal tipo di lavoro offerto. Se il lavoro è solo faticoso e ripetitivo, è difficile trovare candidati; se invece si propone la gestione di tecnologie evolute – come le saldatrici robotizzate sviluppate con Comau – il lavoro italiano si trova. Con la collaborazione di Distretto Italia ed Elis, Fincantieri ha coinvolto anche i giovani Neet, ricevendo oltre 20.000 candidature e selezionando 180 ragazzi nei primi 18 mesi: oggi sono operativi nei cantieri, a fianco dei sovrintendenti più esperti.









