<p>L’industria giapponese dei videogame può essere descritta con la dinamica del gioco arcade <strong>Puzzle Bobble</strong>: il protagonista spara alcune bolle da un cannone e quando si forma un tris dello stesso colore, esplodono.
Ecco, per le industrie nipponiche il trio è formato dall’arrivo prepotente dell’intelligenza artificiale che ha fatto schizzare alle stelle i costi dei chip, dalla domanda crescente di <strong>data center</strong> e dai dazi del presidente Usa Donald Trump. </p> <p> </p> <p>«Per molte aziende del settore videoludico quest’anno è stato un vero e proprio bagno di sangue», commenta con <em>Milano Finanza</em> <strong>Serkan Toto</strong>, ceo di Kantan Games, un’azienda specializzata nell’analisi dell’industria giapponese dei giochi.
E adesso le speranze degli imprenditori sono tutte rivolte verso l’America e Gta VI.
Ma andiamo con ordine. </p> <p> </p> <h2><strong>Console quanto sei cara</strong></h2> <p>Quando Toto parla di «bagno di sangue» non utilizza un’iperbole.
Negli ultimi sei mesi, tutte le principali industrie giapponesi registrano cali a doppia cifra sulla borsa di Tokyo.












