PASQUALE DE SALVIA, TARANTO - «Chissà se Giò Ponti, nel progettare – negli anni ’60 – la Concattedrale di Taranto, ha immaginato anche che, per la sua posizione, sarebbe stata lo sfondo finale di una delle arterie più lunghe del Borgo della città da sud-ovest a nord-est, Via Dante Alighieri (2,4 chilometri). Se vi capita di percorrerla a piedi fin dall’inizio, cioè dal Lungomare Vittorio Emanuele, vi accorgerete che, passo dopo passo, comparirà sullo sfondo la vetta di questo complesso architettonico, il Campanile, costituito da due pareti, traforate da ottanta finestre, incastrate tra due torri campanarie. Proseguendo, compare la facciata, più larga e alta 35 metri con un’ampia scalinata che ricorda il pronaos degli antichi templi greci, anch’essa traforata da finestre rettangolari e triangolari, che – con il loro aspetto “a vela” – richiamano la tradizione marinara di Taranto. Con il mutare dell’inclinazione dei raggi solari, dall’alba al tramonto, cambia anche lo scenario, particolarmente quando il cielo azzurro fa da sfondo alle pareti traforate».