<p>Le <strong>big oil</strong> chiuderanno i conti del <strong>secondo trimestre 2026</strong> in rialzo, con forte un incremento del cash flow. È la stima di Barclays sui risultati di <strong>En</strong>i, Bp, Galp, <strong>TotalEnergies</strong>, Repsol, Neste, <strong>Equinor</strong>, Cmv e Var Energi.
Il primo aspetto che la banca d’affari mette in evidenza è un disallineamento tra i conti e l’andamento delle quotazioni.
Negli ultimi tre mesi, le <strong>stime sugli utili 2026</strong> delle grandi compagnie energetiche europee sono state incrementate del 33%, ma nello stesso periodo i titoli del settore hanno perso in media il 17% in borsa, sulla scia dell’<a href="https://www.milanofinanza.it/news/petrolio-perche-la-pace-di-hormuz-non-mandera-a-picco-le-quotazioni-del-barile-202606192108537778">accordo per la riapertura dello stretto di Hormuz e del calo del petrolio</a>, una tendenza che il report pubblicato il 29 giugno sintetizza con «strong cash flow amid volatility». </p> <p><script type="text/atex-pi">ATEX_TAB</script> </p> <p>Le cifre in arrivo, secondo gli analisti londinesi, indicano un <strong>trimestre da incorniciare</strong>. </p> <h2><strong>I numeri attesi da Barclays: crescita a due cifre</strong></h2> <p>Il<strong> Roce</strong> settoriale, il ritorno sul capitale investito, dovrebbe salire al 16%, due punti e mezzo sopra il trimestre precedente.






