Scatta l’allarme sicurezza nei cantieri e nei campi della Calabria a causa dell’ondata di calore che sta investendo il territorio regionale. Le numerose segnalazioni relative al mancato rispetto dei protocolli di tutela dei lavoratori hanno spinto il consigliere regionale e segretario questore, Ferdinando Laghi, a chiedere un intervento ispettivo immediato e sanzioni esemplari per le aziende inadempienti. Al centro della contestazione vi sono i rilievi mossi dal sindacato degli edili, che ha tracciato una mappa delle irregolarità diffuse su tutto il territorio calabrese.
“Le decine di violazioni dell’ordinanza regionale anti-caldo denunciate dalla Fillea Cgil nei cantieri di tutta la Calabria, non sono un’irregolarità amministrativa qualunque. Arrivano a poche settimane dalla strage di Amendolara, in cui hanno perso la vita lavoratori del comparto agricolo, e si inseriscono in un quadro di sfruttamento del lavoro che in questa regione continua a riproporsi sotto forme diverse, ma sempre uguali a se stesse e perciò inaccettabili” dichiara fermamente l’esponente politico.
I rischi clinici del lavoro all’aperto sotto il sole cocente
L’analisi dei rischi legati all’esposizione prolungata alle alte temperature viene affrontata da Laghi anche sotto il profilo prettamente medico e scientifico, evidenziando come lo svolgimento di mansioni gravose in determinate fasce orarie rappresenti una minaccia diretta all’incolumità fisica del personale. Con il termometro sopra i livelli di guardia, lo stop alle attività all’aperto diventa un presidio sanitario salvavita non negoziabile.










