In Venezuela la terra sembrerebbe essersi fermata ma i palazzi continuano a crollare e la popolazione e i soccorritori a scavare tra le macerie. Sono trascorsi ormai cinque giorni dal terribile terremoto che ha sconvolto Caracas e La Guaira ma la macchina dei soccorsi non si ferma ancora. Dalle macerie continuano a emergere morti ma anche sopravvissuti, per un doppio bollettino che corre a velocità ben diverse. Secondo quanto riferito ieri, 28 giugno, da Jorge Rodriguez, presidente dell'Assemblea nazionale venezuelana, “la cifra dei morti è salita a 1.450, 3.150 feriti, 764 edifici danneggiati". Le squadre al lavoro provengono da tutto il mondo, Italia compresa. Tra sabato e domenica è arrivato in Venezuela un secondo aereo dell'Aeronautica militare con Vigili del Fuoco, tende e aiuti. Lo ha annunciato ieri, 28 giugno, su X il ministro degli Esteri Antonio Tajani. "Mi piacerebbe tanto che trovassero una persona in vita. Sarebbe un'ottima notizia e un grande riconoscimento per i nostri vigili del fuoco" ha detto ad Ansa l'ambasciatore italiano in Venezuela, Giovanni Umberto Di Vito. I vigili del fuoco italiani al momento stanno lavorando sulla segnalazione di una donna con due dei suoi tre figli ancora in vita in uno stabile crollato a Macuto, cittadina dello Stato di La Guaira: si tratta dell'area del Venezuela più colpita dal sisma. La donna sarebbe riuscita a comunicare con l'esterno, da sotto le macerie, attraverso alcuni messaggi whatsapp in cui avrebbe detto di essere bloccata.
Terremoto in Venezuela, i morti sono oltre 1.450. Si continua a scavare tra le macerie, squadre provenienti da tutto il mondo - Il video
Tra sabato e domenica è arrivato in Venezuela un secondo aereo dell'Aeronautica militare con Vigili del Fuoco, tende e aiuti











