PORDENONE - La zona di via Cappuccini torna al centro delle cronache dopo la rapina al rider. Nelle ore successive all'agguato consumato nei pressi del parcheggio vicino al cimitero e alla parrocchia San Francesco, l'attenzione delle forze dell'ordine si è concentrata proprio nell'area interessata dall'episodio, teatro di un doppio intervento che ha portato all'arresto di un cittadino straniero già noto alle forze dell'ordine. L'uomo, gravato da diversi precedenti anche per spaccio di sostanze stupefacenti, sarebbe stato protagonista di comportamenti particolarmente aggressivi in un contesto di disagio familiare.
Secondo quanto emerso, avrebbe manifestato atteggiamenti violenti anche nei confronti dei genitori. L'intervento della polizia si è concluso con le manette, scattate per resistenza a pubblico ufficiale dopo momenti di tensione con gli operatori. Nel corso dell'intervento è stato controllato anche un minorenne trovato in possesso di sostanza stupefacente. Per il giovane è scattata la denuncia, seguita dall'affidamento ai genitori. Gli episodi hanno richiesto due distinti interventi delle pattuglie delle Volanti nella stessa zona già finita sotto i riflettori per la rapina al fattorino. COLLEGAMENTI? Resta ora da chiarire se vi sia o meno un collegamento con l'assalto denunciato dal rider pakistano di 20 anni. Il fattorino martedì sera, intorno alle 20.30, era arrivato nel parcheggio della chiesa, che è proprio vicino alla casa dell'uomo arrestato. Ma ad attenderlo per la consegna di quelle 4 pizze nessun cliente, bensì tre giovani incappucciati. Uno di loro avrebbe estratto un coltello dicendogli: «Stai fermo». Lo avrebbero costretto così a consegnare quattro pizze ordinate tramite piattaforma online partite dalla pizzeria Joy di Piazza del Popolo. «Uno indossava una maglia da calcio con i colori dell'Argentina, celeste e bianco. Gli altri erano vestiti di scuro», ha raccontato il rider descrivendo i rapinatori indicati come giovani con possibile accento straniero. ACCERTAMENTI Continuano in queste ore gli accertamenti dei carabinieri del Nucleo operativo e radiomobile di Pordenone che stanno effettuando tutte le verifiche per risalire all'identità dei rapinatori. Al vaglio l'App, gli estremi dell'ordine e il dispositivo da cui è partita la richiesta. Ma gli investigatori mantengono il massimo riserbo: non si esclude alcuna pista, ma al momento non risultano conferme ufficiali che colleghino il soggetto arrestato alla rapina. Nessun aiuto dalle telecamere: la zona dove è avvenuto l'agguato è scoperta e il primo impianto utile è quello nei pressi dello stadio Bottecchia. Ma ci sono le telecamere private della parrocchia che potrebbero essere d'aiuto. IL CONTO Intanto emerge un ulteriore tassello nella ricostruzione dell'episodio. Il titolare della pizzeria Joy, Jozef Uldedaj, ha ricevuto conferma che l'ordine da 44 euro, quattro pizze richieste a nome del fantomatico "Hadhashhasha", era proprio quello finito al centro della rapina. Comprendeva una pizza tonno e cipolla, due cheddar crunch e una salame dolce. «Spero che Glovo ci risarcisca», afferma il pizzaiolo che non ha mai avuto i 44 euro. Gli accertamenti proseguono anche sui dati legati all'ordine e sugli eventuali movimenti registrati nell'area di via Cappuccini.






