A partire da mercoledì prossimo, primo luglio, diventerà operativa una piccola ma significativa rivoluzione del sistema pensionistico italiano. La novità, prevista dalla legge di Bilancio, riguarda per ora solo i nuovi assunti, al loro primo impiego, con contratti a tempo indeterminato e nel settore privato. L’adesione ai fondi complementari non è più un’opzione ma diventerà automatica, salvo la possibilità di revocarla nei 60 giorni successivi. Con il precedente, ma ancora in vigore, metodo del silenzio-assenso il termine era e resta di sei mesi. Il dipendente autorizza l’azienda a conferire il suo maturando Trattamento di fine rapporto (Tfr) al fondo di categoria insieme a un contributo, a carico dell’impresa e della stessa lavoratrice o lavoratore, previsto dai contratti collettivi.
Come spiega Barbara Garbelli su Il Sole 24 Ore, le aziende avranno l’obbligo di fornire un’adeguata informazione a tutti i nuovi assunti compresi quelli con un contratto a termine per i quali non vi è adesione automatica ma solo a chiamata. Il passaggio del primo luglio è dunque importante anche per accrescere la cultura e la consapevolezza di costruirsi per tempo un percorso di previdenza complementare.











