di
Roberto Pezzali
Mentre Tim Cook punta il dito contro l'IA definendo la crisi qualcosa di eccezionale, Micron restituisce le accuse al mittente: Apple è colpevole della crisi quanto l'IA.
Erano gli inizi di giugno quando Tim Cook, in un'intervista al Wall Street Journal, disse chiaramente che Apple si trovava nella necessità di aumentare i prezzi dei suoi prodotti a causa delle carenze di memoria e storage in corso. L'uscente CEO di Apple ha definito la crisi una "alluvione centenaria", paragonandola a un evento eccezionale e imprevedibile che nessuno avrebbe potuto anticipare, nemmeno Apple, che è sempre stata considerata una delle migliori aziende nella gestione della supply chain. Cook ha dichiarato che Apple non è al momento nella posizione di dire che la situazione si risolverà a breve e che questa situazione durerà "diversi mesi".
Quello che poi è successo lo sappiamo: la scorsa settimana Apple ha aumentato i prezzi di tutti i Mac, degli iPad, dei dispositivi per la casa e del Vision Pro, cercando di compensare gli aumenti di costo causati dalla carenza di chip di memoria e storage. I rincari, che hanno colpito i prodotti a livello globale, non hanno al momento toccato i prezzi di iPhone, Apple Watch e AirPods, probabilmente perché sono prodotti che stanno per essere sostituiti tra un paio di mesi con i modelli nuovi. Che costeranno di più, come tutto.














