Una udienza fissata alle 9.30 di giovedì 16 luglio, l’ultima in programma nel processo sul crollo di ponte Morandi.

Il collegio di giudici presieduto da Paolo Lepri ha deciso questa mattina di aggiornare il dibattimento al giorno in cui, con ogni probabilità, i magistrati si ritireranno in camera di consiglio per il verdetto.

A meno di discussioni particolarmente lunghe (intere nottate in camera di consiglio non sarebbero certo un inedito, a maggior ragione per un giudizio così complesso) la sentenza dovrebbe essere quindi letta nella stessa serata del 16 luglio.

Anche in quella che pareva una udienza “tecnica”, in ogni caso, c’è stato uno scontro fra accusa e difesa. Perché i legali dell’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci hanno chiesto che venissero acquisiti agli atti di questo procedimento le dichiarazioni nel processo sul Morandi bis (quello nato dall’inchiesta sul crollo del Polcevera ma incentrato su altri viadotti, gallerie e barriere anti-rumore), dell’ex braccio destro della famiglia Benetton Gianni Mion. Richiesta bocciata.

Nel processo bis, Mion aveva parzialmente ritratto alcune sue testimonianze in aula su Castellucci, senza però entrare nel cuore delle sue rivelazioni. Ovvero quella riunione dei massi vertici di Aspi e dell’allora controllante Atlantia in cui un dirigente secondo Mion disse: “La sicurezza del ponte? Ce la autocertifichiamo”.