Il Libero Consorzio Comunale di Agrigento ha sanzionato duramente la gestione omissiva della depurazione delle acque reflue, da parte di due amministrazioni comunali tra quelle che gestiscono/gestivano ancora in modo diretto gli impianti.
Come sempre l’ex provincia omette pesatamente ogni possibile riferimento ai Comuni, quasi fossero dei dati sensibili e non soldi dei cittadini, ma dagli atti pubblici è chiaro che le sanzioni, firmate entrambe lo scorso 26 giugno, hanno un valore complessivo di oltre 21.2600 euro e che sono state comminate perché i controlli hanno messo a nudo gravi carenze strutturali, amministrative e gestionali che gravano sui depuratori oggetto delle verifiche.
La prima ordinanza impone una sanzione di 10.500,00 euro. La contestazione nasce da un sopralluogo effettuato dai tecnici dell’Arpa il 14 giugno 2022 presso un impianto comunale. In quella sede i prelievi evidenziarono il superamento dei limiti di legge per i solidi sospesi totali e per il parametro dell'Escherichia-Coli, il batterio presente in feci e urine che i trattamenti meccanici e biologici dei depuratori dovrebbe far sparire. Oltre alla contaminazione delle acque, i controllori rilevarono la totale assenza di un’autorizzazione allo scarico in corso di validità, poiché i vecchi titoli erano scaduti da anni, oltre al mancato rispetto delle prescrizioni relative alla piantumazione arborea perimetrale.







