Ingegnere o ingegnera? «Io mi sento ingegnere, ho passato decenni a cercare di evitare la differenza: per me è il ruolo che conta. Ma quello che è importante della parola ingegnera' è un cambiamento lessicale per il quale si deve necessariamente passare perché ci sia anche il cambiamento culturale». Francesca Domeneghetti, 45 anni, nata a Rovigo, è il nuovo presidente dell'Ordine degli Ingegneri della Città Metropolitana di Venezia che ha appena festeggiato i 100 anni di storia. La prima donna in assoluto in un secolo. Su 15 consiglieri, sei sono donne. Un bel traguardo per un ingegnere idraulico cresciuto in un angolo del Polesine. A Corbola nel Delta del Po, nell'isola di Ariano, dove si dividono tre rami del Grande Fiume. Corbola come la cesta del grano. Una volta si fermava il treno, le bombe del 1944 hanno cancellato per sempre i binari. Forse proprio quel vivere sul fiume ha spinto Francesca a sapere presto cosa fare da grande. «Corbola è un paesino molto piccolo circondato da argini altissimi del Po. Da piccola quando c'era l'allerta eravamo tutti sugli argini e sui ponti a vedere il passaggio della piena. L'onda partiva quattro giorni prima da Torino per attraversare tutta la Pianura Padana e arrivare in Polesine. Credo che la mia scelta sia nata in quei giorni, da quello che vedevo. Il Po è una grande risorsa, è la nostra storia. Amico e nemico: è quasi un'entità che ci accompagna in tutto quello che facciamo, che va protetta, che va difesa e dalla quale ci si deve difendere».
Domeneghetti, prima donna a capo dell'Ordine degli ingegneri di Venezia: «Tra il Po e i terremoti, una vita d'emergenza»
Ingegnere o ingegnera? «Io mi sento ingegnere, ho passato decenni a cercare di evitare la differenza: per me è il ruolo che conta. Ma quello che è importante della parola...









