Sarà un mandato all’insegna dell’umanesimo inteso come attenzione a etica e ambiente e responsabilità sociale. “Ingegneria e umanesimo“ è il nome della lista di Luca Gadola, neo presidente per il prossimo quadriennio dei 693 iscritti all’Ordine degli Ingegneri della provincia, ma è anche una chiara dichiarazione d’intenti: "Sono iscritto all’Ordine dal 1986 e in tutto questo tempo ho notato come e quanto sia cambiata anche la nostra professione – osserva –. Di fronte alla complessità della società odierna non può che farsi largo la figura dell’ingegnere “umanista“ inteso come attore in grado di integrare competenze tecniche e ingegneristiche avanzate con un pensiero improntato a spirito critico, etica e sostenibilità".

"L’Ordine dovrebbe facilitare questa evoluzione – continua il neopresidente – promuovendo e organizzando iniziative che guardino alla crescita culturale della comunità e alla sensibilità per l’ambiente e la sicurezza, ma pure condividendo queste iniziative e i corsi di formazione con gli altri Ordini tecnici". Un tema, quello della promozione di una sorta di consulta provinciale permanente, che riunisca architetti, geometri, periti, geologi, agronomi e forestali per dare risposte transdisciplinari e più efficaci alle questioni generali del territorio. Lunedì dopo il passaggio di consegne con Felice Mandelli, cui Gadola succede, l’insediamento del nuovo consiglio con l’attribuzione delle cariche istituzionali. Vicepresidente è stato scelto all’unanimità Pietro Maspes, Stefano Mandelli sarà segretario e Martina Scieghi tesoriere. Gli altri consiglieri: Michela Bassi e Claudio Zubiani (ricandidatisi), Luisa Ferrandini, Costanza Teresa Della Torre, Fabiano Giorgetta, Matteo Schena e Petra Cerri (ingegnere junior).