Una sentenza della Corte Suprema ha dato ragione alla Bayer. E la base del presidente lo accusa di essersi venduto alle multinazionali

La Corte Suprema ha stabilito che Monsanto non è tenuta ad apporre un’etichetta di avvertimento sul potenziale rischio di cancro associato al suo diserbante Roundup. E la sentenza ha fatto infiguriare i Maha, l’acronimo del movimento trumpiano Make America Healthy Again. Anche perché l’amministrazione Trump si è schierata con la Bayer.

Monsanto, Roundup e il rischio cancro

Il dibattito ruota intorno alla definizione di probabile cancerogeno per il pesticida. Nel 2015, l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) ha classificato il glifosato nel Gruppo 2A (probabilmente cancerogeno), basandosi su studi epidemiologici e cavie di laboratorio che mostrano un legame con il linfoma non Hodgkin. Invece l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) e l’Agenzia per la Protezione dell’Ambiente degli Stati Uniti (EPA) hanno invece concluso che, sulla base delle prove attuali, è improbabile che il glifosato sia cancerogeno per l’uomo se utilizzato secondo le istruzioni.

I giudici Usa, von sette voti a favore e due contrari, quelli di Ketanji Brown Jackson e Neil Gorsuch, hanno deciso che i consumatori non possono fare a causa a Bayer per la mancata apposizione di un’avvertenza sul rischio di cancro, dato che l’autorità di regolamentazione federale aveva stabilito che tale avvertenza non fosse necessaria. Le cause per il Roundup sono costate negli anni a Bayer oltre 10 miliardi di dollari.