Un rialzo in borsa del 17% per il colosso Bayer è il premio che il mercato riconosce al colosso farmaceutico impegnato da anni in una battaglia legale contro le cause che la vedevano responsabile di non aver avvisato i consumatori del rischio derivante dall’uso prolungato del suo diserbante, il famoso erbicida Roundup.
Con una decisione di 7 voti contro 2, l'Alta Corte ha ribaltato il verdetto di una giuria del Missouri, che aveva condannato Bayer a pagare 1,25 milioni di dollari a un uomo di nome John Durnell, il quale affermava di aver ricevuto una diagnosi di linfoma non Hodgkin dopo anni di esposizione al glifosato contenuto nel Roundup. Il querelante affermava che l'etichettatura non includeva l'avvertimento sui rischi.
La Corte Suprema ha dato ragione a Bayer, affermando che la legge federale che regola la vendita e l'etichettatura dei prodotti fitosanitari impedisce le cause intentate nei tribunali statali contro la Monsanto per non aver incluso un'avvertenza sul rischio di cancro sulle etichette del Roundup.
L’Amministrazione Trump aveva fortemente sostenuto la Bayer in questa causa e ora l’azienda comunica che "la decisione della Corte Suprema degli Stati Uniti è una buona notizia per la scienza, gli agricoltori e le industrie la cui innovazione dipende dalla chiarezza normativa. Dovrebbe contribuire a limitare significativamente il contenzioso relativo al Roundup dopo quasi un decennio di battaglie legali".










