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29 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 9:12
Trump salvi il glifosato. Negli Stati Uniti si cerca su due fronti, quello legislativo e quello giudiziario, di ‘proteggere’ Bayer dalle cause legali intentate da persone che sostengono di aver sviluppato il linfoma non-Hodgkin a causa del Roundup, erbicida a base di glifosato. Questa settimana il Congresso Usa voterà la nuova Farm Bill, la norma che per cinque anni regola il settore agricolo e su cui Bayer – acquistata Monsanto per oltre 60 miliardi di dollari – ha condotto un’intensa attività di lobbying. Obiettivo: stabilire che le etichette dei pesticidi approvate a livello federale dall’Epa (l’agenzia ambientale Usa) prevalgono sulle normative dei singoli Stati. Questi, dunque, non potrebbero imporre avvertenze sui rischi di cancro se l’Epa non le ritiene necessarie. Se approvata, la misura potrebbe bloccare i contenziosi ancora in corso. Tradotto: una clausola di immunità legale riguardante l’erbicida Roundup. C’è poi un’altra storia che si consuma nella aule di giustizia e con cui l’azienda (appoggiata dall’amministrazione Trump) vuole arrivare allo stesso scopo. Proprio in questi giorni, infatti, la Corte Suprema sta esaminando il caso di John Durnell, un uomo che ha sviluppato un linfoma non-Hodgkin dopo anni di contatto con l’erbicida Roundup. Durnell ha fatto causa all’azienda, accusandola di non aver adeguatamente avvertito i consumatori sui potenziali rischi cancerogeni legati all’uso del diserbante. Una giuria del Missouri gli ha dato ragione nel 2023, ma a gennaio 2026 la Corte Suprema ha accettato il ricorso dell’azienda. Il nodo è sempre quello: Bayer ricorda come l’Epa abbia ripetutamente stabilito che il glifosato non è cancerogeno, approvando etichette dei prodotti senza la relativa avvertenza e sostiene che la legge federale sulla disciplina dei pesticidi (Fifra, Federal Insecticide, Fungicide, and Rodenticide Act) già preveda la prevalenza federale e, di conseguenza, l’uniformità tra Stati, che non possono imporre avvertenze sanitarie più restrittive.









