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8 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 9:32
A 25 anni dalla sua pubblicazione, la rivista scientifica Regulatory Toxicology and Pharmacology ritira lo studio, pubblicato nel 2000, secondo cui il glifosato, potente erbicida commercializzato dalla Monsanto con il nome di Roundup, non era dannoso. Autori dello studio, intitolato ‘Valutazione della sicurezza e valutazione del rischio del roundup di erbicidi e del suo ingrediente attivo, glifosato, per gli esseri umani’ sono Gary Williams del New York Medical College, l’unico tuttora in vita, Robert Kroes dell’Università di Utrecht (Olanda) e Ian Munro, che lavorava per la società di consulenze canadese Cantox, oggi Intertek. Nel documento, giungevano alla conclusione che l’erbicida a base di glifosato della Monsanto non rappresentava alcun rischio per la salute umana, né per quanto riguarda il cancro, né per eventuali effetti negativi sul sistema riproduttivo ed endocrino. E quel documento è stato citato, negli anni, da centinaia di ricerche successive (ma anche da autorità di regolamentazione come l’Agenzia per la protezione ambientale, ndr). Tanto da diventare, come dichiarato dalla stessa rivista che lo aveva pubblicato “una pietra miliare nella valutazione della sicurezza del glifosato”. Dopo “un’indagine approfondita”, il caporedattore della rivista, Martin van Den Berg, ha ritirato lo studio e ha spiegato le ragioni di questa scelta. In sintesi, “gravi preoccupazioni etiche riguardanti l’indipendenza e la responsabilità degli autori di questo articolo e l’integrità accademica degli studi sulla cancerogenicità presentati”.






