HomeMacerataCronacaAddio ad Adriano Ciaffi. Con le sue riforme ha cambiato il paeseEsponente di spicco di Dc e Pd, sue le leggi su mezzadria ed enti locali. Domani la salma in Comune. Acquaroli: "Marchigiano tra i più autorevoli".Esponente di spicco di Dc e Pd, sue le leggi su mezzadria ed enti locali. Domani la salma in Comune. Acquaroli: "Marchigiano tra i più autorevoli".Ricevi le notizie de il Resto del Carlino su GoogleSeguiciÈ morto la scorsa notte in ospedale a Macerata l’onorevole Adriano Ciaffi. Aveva compiuto 90 anni a maggio. Avvocato e personaggio di spicco della politica non solo locale, la sua lunga carriera nelle istituzioni inizia nel 1968, quando 32enne fu eletto deputato con la Dc. È stato poi esponente di spicco del Partito popolare e della Margherita, e infine membro dell’assemblea costituente del Partito democratico. Nella sua prima legislatura fece approvare la riforma agraria, per l’abolizione della mezzadria. Dal 1975 al 1978 è stato presidente della Regione Marche: il primo governo democristiano con l’appoggio esterno del Partito comunista, precursore del compromesso storico. Poi è stato assessore al bilancio della Regione dal 1978 al 1983, contribuendo al lancio delle prime politiche finanziate dall’ente locale. Rieletto alla Camera nel 1983, è stato sottosegretario di Stato agli Interni con il futuro Presidente Oscar Luigi Scalfaro nei governi Craxi I, II e Fanfani VI. Dal 1988 al 1992 è stato vicepresidente della prima commissione Affari costituzionali alla Camera, che poi ha presieduto dal 1992 al 1994. Sue le leggi di riforma degli enti locali e quella per l’elezione diretta dei sindaci. Ha chiuso l’impegno in politica da consigliere comunale nella sua città. Adriano Ciaffi è stato un mentore per generazioni di politici maceratesi e marchigiani, un punto di riferimento per competenza e lungimiranza.